ITALIANO
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costante intorno al 13-16%: una riduzione le renderebbe secche e fragili; un aumento favorirebbe la crescita
di microrganismi.
2.1 LE POLVERI: COME CLASSIFICARLE
Prima di accingersi alla preparazione, il farmacista deve adottare le misure di protezione previste dalle
Norme di Buona Preparazione al fine di evitare contaminazioni tra preparato ed operatore, a garanzia della
qualità dell’uno e della sicurezza dell’altro.
La tabella 6 della Farmacopea Ufficiale XII ed. prevede l’impiego di un sistema di aspirazione per polveri allo
scopo di impedire al pulviscolo di diffondere nell’ambiente determinando contaminazioni grazie ad un micro
filtro che lo trattiene.
Al principio attivo vanno generalmente aggiunti una o più sostanze inerti, i cosiddetti eccipienti, scelti tra
quelli presenti in Farmacopea dalle differenti funzioni:
1. Diluenti: utilizzati per aumentare il volume della dose unitaria
Solubili: lattosio, mannitolo, saccarosio, etc.;
Insolubili: amidi, cellulosa microcristallina, magnesio carbonato, etc.
2. Lubrificanti: aumentano la scorrevolezza della polvere, riducono l’adesione della polvere alle
superfici e prevengono l’accumulo di polvere sulle parti in movimento (es. magnesio stearato,
talco, etc.)
3. Essiccanti, assorbono l’umidità nel preparato che potrebbe danneggiare il principio attivo oltre a
diminuire la scorrevolezza delle polveri (es. silice colloidale, caolino, etc.).
La Farmalabor produce alcune miscele di eccipiente-base, già pronte per l’utilizzo, costituite da
diluenti, lubrificanti ed essiccanti.
2.2 LE POLVERI: COME MANEGGIARLE
1. Si pone il (o i) principio attivo correttamente pesato in un cilindro graduato, disponibile in
Farmalabor Tech con codice n° 7835;
2. Si sceglie il tipo di capsule da impiegare in base al volume di principio attivo necessario;
3. Si aggiunge nel cilindro la miscela di eccipienti sino al volume precedentemente definito
(scuotere un paio di volte il cilindro per compattare la polvere al suo interno);
4. L’intero contenuto si tritura, setaccia e miscela (**);
5. Si riporta l’intero contenuto nel cilindro arrivando al volume desiderato dove aver impaccato la
polvere con un paio di scuotimenti;
6. Si miscela nuovamente;
7. Si procede al riempimento degli opercoli.
(*) Dopo la misura del volume occupato dal principio attivo (punto 2) si sceglie la capsula mediante la
consultazione delle seguenti tabelle: